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venerdì, 03 luglio 2009

GLI STRAMBOT(T)I - CAPITOLO PRIMO

zanzare

Da qui sotto vedo il mondo piccolo e storto.
Io sono così, sono sghimbescia. Sto seduta col culo poggiato per terra e su quello saltello come se fossi un sasso nell'acqua.
Mi muovo di traverso, non dritta ma di traverso. Non gattono, non cammino, rimbalzo in obliquo. Sono riccia e napoletana e mi chiamo erika come la pianta che fa i fiorellini rosa che quando si seccano sporcano dappertutto. Sono nata in Lombardia e mia mamma guarda Sentieri finché stira. Il muscolo del mio braccio è come quello dei tennisti: faccio leva poggiandolo a terra per darmi la spintarella e poi balzo come una ranocchia.
Mi piace la moquette. Ma non per arredamento. Mi piace mangiarci le cose che ci trovo dentro. Non tutte le cose: le zanzare. Quelle lì si infilano nelle asoline sottili dell'intreccio beige del tessuto plasticoso. Forse sono una specie di rettile e sento il mondo strusciando per terra.
Io comunque le zanzare me le mangio più che altro per il gusto di scovarle e tirarle fuori come si fa con le caccole del naso. Esse sono quasi insapori. Sanno solo un pò di giornale e di ferro da stiro.
Da un pò ho scoperto anche la lecca, le palline di argilla delle piante che si mettono perché le piante hanno sete, o qualcosa di simile che ora non ricordo bene. Ciuccio le palline fino a frantumarmele in bocca. Le mordicchio e le mischio talvolta con le zanzare. A me piace far merenda così. Mi hanno portato da qualcuno per vedere se potevo sollevarmi e camminare normale, ma io sto comoda. Non è che non sono capace, non mi va. Qualche volta mi sento un pò triste.

veleno

Nella minestra c'è il veleno. I miei genitori, mentre ero a scuola, hanno messo l'anticrittogamico delle piante nella zuppa. Mamma e papà sono complici. Lo so perché quando si guardano si scambiano dei discorsi interi velocissimi, si passano in silenzio le parole dei grandi e una parola che è solo dei grandi è veleno.
E' una parola paurosa per i bambini che per prima cosa, ha detto mio papà, devono imparare a non mangiare il veleno. Quando vedo la scatola della polvere velenosa vicino all'autobotte devo allontanarmi subito perché è veleno.
Cosa che ho sempre fatto. Però la scatola con sopra le mele macchiate di grosse macchie e crepe marroni ieri era vuota e so perché: perché l'anticrittogamico è dentro la minestra.
So che morirò avvelenata mangiando questa minestra ma non vorrei. Allora prendo tempo e guardo gli altri mangiare, mia sorella, mia nonna, mio zio: devo capire se soffrono di dolori venefici.
Intanto soffio sopra la zuppa, e soffio e soffio, finché faccio un buco e si vede il fondo del piatto. Non devo esagerare nel ritardare di mettere il cucchiaio in bocca altrimenti mia mamma e mio papà capiscono che so e apriti cielo, fingerebbero che non è vero e mi farebbero le domande che non hanno risposta.
Come puoi pensare che i tuoi genitori vogliano avvelenarti?
Lo sai che ti vogliamo bene, vero?
Peggiorerei le cose
perché troverebbero un modo più segreto ancora di avvelenarmi.
I grandi hanno molti segreti e possono toccare il veleno e non morire come invece muoiono i bambini di veleno.

scritti del coniglio harvey e di miaperfidia

la foto e l'opera d'arte sono di JooJoo


roba detta da: miaperfidia alle ore 11:15 | link | commenti (23)





mercoledì, 01 luglio 2009

FASHION CAFE'

l'altra sera sono stata a bere l'aperitivo in Sempione accanto al Kitch dove ho festeggiato il mio compleanno l'anno scorso, mi sono seduta su un muretto di un locale finto fico e ho osservato la fauna.
Credo sia chiaro quanto la mia occupazione preferita sia osservare il mondo.
Senza giudizio, solo osservare annotare stupirmi.
Ho notato che le donne in Corso Sempione sono tutte delle fighe stratosferiche, di una figaggine omologatissima ma assolutamente perfetta.
Le ho classificate come delle specie di sirene del terzo millenio.
Gli argonauti dovrebbero essere ricercati nel parterre maschile ma non ho trovato nulla all'altezza.
Però ho amabilmente compreso le compagnie di avventori di provincia, questi maschi vestiti in maniera "vorrei ma non posso", con quell'insopportabile marsupio della eastpak che credono essere un particolare irrilevante invece trattasi di uno degli elementi che li escluderà per sempre dalla possibilità di sfoggiare con gli amici una colossale scopata con la più bella del reame, che poi diciamocela tutta, lui è più interessato ai 5 minuti di celebrità con gli altri cucciolotti del branco che alla pulzella di per se.
Ma è comprensibile, io sono favorevole all'edonismo e alla vanità fine a se stessa quindi ben venga tutto purchè deliberatamente deciso scelto voluto.
Ma ciò che mi ha fatto ghignare di brutto sono state le loro espressioni: come fossero davvero approdati a Li Galli, occhi sbarrati e bocca in playback increduli e basiti dinnanzi a tanta figa (illusoriamente disponibile).
Milano ama il  revival della schiavitù, è di moda nei locali cool avere camerieri indiani proprio per farti rivivere l'emozione di essere un colonialista inglese dandoti l'illusione di avere a tua disposizione altri esseri umani che ti servono e questo avviene perchè il 50% dei Milanesi non sta bene e fa uso costante di psicofarmaci mentre l'altro 50% fa uso costante di cocaina la città rimedia offrendo dei metodi efficaci e immediati di autostima superficiale così che la cittadinanza possa rimanere sopita nel letargico convincimento che tutto è stupendamente a posto e non rompa troppo i coglioni.
Ecco arriva da me il cameriere rumeno e mi porta il mojito al chè io gli dico: che faccia che c'hai.
Lui muto mi guarda
E io: c'hai una faccia simpatica di brutto.
Lui: lo prendo come un complimento
Io: beh vedi tu, mica t'ho dato dello stronzo.
Insomma comunque guardo il mondo e cerco di intravedere un pò di speranza di bellezza di piccolezza di poesia di magia di dolcezza di stranezza di originalità interiore di leggerezza nell'essere semplicemente ciò che si è e di amor proprio quando all'improvviso come chiamata da Dio mi giro alzo gli occhi e vedo questa:

sento un conato di vomito e una specie di rimozione in atto allora finisco il mojito e improvvisamente nella mia testa si materializza Johnny Rotten vestito di fucsia che mi urla sfondandomi la calotta cranica "When there's no future how can there be sin we're the flowers in the dustbin we're the poison in your human machine we're the future your future!"

 la foto è di Wyne Maser 

e quello fotografato per chi avesse il cuore così puro da non averlo riconosciuto è Lapo Elkan.


roba detta da: miaperfidia alle ore 08:56 | link | commenti (81)





martedì, 30 giugno 2009

TUTTA LA VERITA' SULL' ECOSISTEMA

Voi siete i primi disertori di voi stessi.

K. Vignoli

Con la presente desidero rivelarvi delle Verità scomode sull'ecosistema.
La prima e la più importante è che alcuni partecipanti ad esso vi sono stati introdotti senza diritto e solo grazie all'intervento prepotente delle lobby di poteri occulti.
La più inquietante di queste specie sono le zanzare.
Le zanzare sono nate a Milano e sono state introdotte dalla cricca della Buyer che produce l'Autan.
Non è difficile da capire.
Sono io che non capisco chi vuole convincermi del contrario.
Anche la Lipu è corrotta e invischiata con loro, è evidente.
Poi ci sono gli scarafaggi che sono degli insetti del vunzo inventati dalla spazzatura americana.
Della stessa famiglia di animali nati con l'inquinamento ci sono le pantegane che prima che ci fossero gli Autogrill non c' erano, quindi sono animali moderni e per tanto non fanno parte della classificazione originaria.
Tra le forme viventi non presenti nell' ecosistema ci sono anche i mapo.
Di questi però non mi spiego l'aspetto massonico.

(p.s. faccio notare che a seguito della mia Rivelazione scomoda subito repubblica di oggi risponde cercando di correre ai ripari con il suo solito buonismo - aprite gli occhi)

la foto è di qualcuno che non so ma me mi piace


roba detta da: miaperfidia alle ore 09:26 | link | commenti (52)





venerdì, 26 giugno 2009

SPACCACIELO

E tutto tacque. Eppure in quel tacere s'avanzò nuovo inizio, cenno e mutamento.

Rainer Maria Rilke - Orfeo

abbiamo passato la notte a dare i voti ai tuoni.

 

la foto è di Emiliano Mancuso mentre i tuoni e i fulmini e il cielo per intero sono stati dedicati ad Alessandra che due giorni fa aveva deciso di partire poi, per fortuna, ha cambiato idea.


roba detta da: miaperfidia alle ore 09:19 | link | commenti (29)





giovedì, 25 giugno 2009

L' Alba di Domani

yo no se, si vendras yo no se si volveras a mi oa, oa, oa, oa no somos quien nada en el mundo pero estamos en el no hay que olvidar quien se queda atras muchos hermanos se los lleva el mar con un dolor, llorando canta el mar yo no se....que puedo hacer? si en mi alma late sangre bereber que puedo hacer? mis vecinos vienen y no pueden pasar
se los lleva el mar, llorando canta el mar.
 
Amparanoia - Más estrecho
 

Cerca angoli di cielo, fantastiche visioni per dare nuova luce ai tuoi occhi lasciando entrare tutte le emozioni senza far finta che l’amore non ti tocchi prendi tutti i suoni dal frastuono di ogni giorno cerca tra la gente le parole segui la tua vita,non lasciarla andare questo è il momento. Perchè non c’è nessuna differenza se vinci o se perdi quello che conta,che ha più importanza è essere quello che sei

Tiromancino - Angoli di cielo

 
No niente è che oggi proprio non riesco a parlare, che una delle mie sorelle parte e io poco fa ero in treno e l' ho realizzato tutto d' un colpo e mi son sentita rimescolare dentro come fossi un mazzo di carte e la Brigy al telefono mi ha chiesto "perchè piangi?perchè parte un pezzettino di te?" e io ho detto "lasciamo stare Brigy che non ho i fazzoletti."
E' che Tremanike si chiama Sara come la Santa Patrona dei Gitani e quindi non poteva vivere in un posto che non fosse la Camargue in mezzo ai fiori, ai soli, alla terra rossa che si solleva poderosa.
Che quando era piccola piantava in piedi dei casini se passando di fronte agli zingari non ci si fermava ad ammirarli per un pò.
 
Vamos para vivir niña.
 
Che poi alla fine io credo sia arrivato il momento perchè tu ti sei ricordata che sei una puledra con il manto tutto d'oro e i campanellini sui polsi e nelle caviglie e quindi devi stare in un posto dove c'è la musica, non dentro a un recinto.
Hai ballato insieme ai cavalli negli ultimi tre mesi qui come se loro ti facessero da ponte per passare dal prima al dopo.
Io prima che parti volevo dirti solamente che credo che tu ora sia abbastanza forte per uccidere Il Mostro da sola nel caso ti rapisce.
Nessuno deve più venire a salvarti.
 
E poi che ti amo.

la foto di Sara è di Fiandri


roba detta da: miaperfidia alle ore 08:55 | link | commenti (19)