LIQUIDI

“L’Universo è immateriale, mentale e spirituale. Vivi, godi.” Richard Conn Henry
mercoledì, 16 luglio 2008

Brigy tu adesso sei sull' isola di Carloforte e in questi giorni non leggi il blog;  ma io volevo dirti comunque che Simone mi ha appena risposto al tuo telefono e mi ha detto "no io non sto dormendo mi sono scottato le ascelle,  mia moglie si, lei sta dormendo, ha un pò di mal di pancia"

e io tutte le volte che lui dice miamoglie penso che voi siete una delle cose più sensate che esistano al mondo.

 

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mercoledì, 16 luglio 2008

a letto fisso il soffitto e mi arriva nel naso un odore di nivea. ho l'ipod nelle orecchie. ascolto una canzone ossessivamente. una canzone che parla di amore e di cancelli. quando trovo una roba che mi piace mi ci intossico. ma non sempre. di questi tempi quasi mai a dire il vero.

però ieri notte è stato così.

"tu sei una mocciosa e io un guerriero della notte"

ultimamente mi eccito per cose che non hanno alcun senso.

postato da: miaperfidia alle ore 07:25 | link | commenti (20) | commenti (20)
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mercoledì, 16 luglio 2008

È la verità! Sono nervoso, sono stato e sono molto, molto, terribilmente nervoso; ma perché volete dire che sono un pazzo? Il male ha affinato i miei sensi, non distrutti, non annientati. Più di chiunque altro avevo avuto acuto il senso dell'udito. Ho ascoltato tutte le voci del cielo e della terra. Molte ne ho intese dall'inferno. Per questo sono pazzo? Uditemi! e osservate con che precisione, con che calma io posso narrarvi tutta la storia.
Non è possibile dirvi come in principio l'idea entrò nel mio cervello; ma una volta concepita, essa mi possedé giorno e notte. Non v'era né scopo né passione. Io amavo il vecchio, non mi aveva mai colpito. Non mi aveva mai insultato. Non desideravo affatto il suo oro.

Edgar Allan Poe

questo è un momento adolescenziale in cui Paolo S. viene a fare l' erasmus sul mio blog. con mio enorme piacere. lui sostiene di essere troppo incostante per aprirne uno tutto suo.

questa roba qua sotto è sua.

Capitolo 1 – L’ombra di Von Neumann

 

“Voi sapete, mi auguro, che Ubuntu è una leggenda?”

I due corporativi si agitarono all’unisono sulle sedie, mentre l’uomo dietro la scrivania si versava del the da una brocca madida di condensa.

“Altro the verde? Viene dal Nepal, me lo porta un amico.Lo faccio bollire, e solo dopo aggiungo il cardamomo. Non vi ho offerto del ghiaccio perché se diventa troppo freddo, il sapore del cardamomo si perde”. Sembrava che il segaligno luminare non li avesse neppure ascoltati.

Il corporativo alto non trattenne un gesto di fastidio, mentre quello più tarchiato, con la giacca pericolosamente tesa all’altezza della pancia, riprese subito il suo sorriso caloroso.

“Prof. Wisemen, noi siamo qui per separare le dicerie dai fatti. La North Central Positronics è un’azienda molto ambiziosa: non sarebbe diventata il fornitore principale dell’esercito degli Stati Uniti senza la capacità di vedere oltre. Ma per vedere nella giusta direzione, per non inseguire chimere, bisogna separare le dicerie dai fatti..”

“Sentite, so benissimo cosa fa e come opera la NCP..”, rispose il prof. Wisemen con un’occhiata laterale al corporativo alto, che lo fissava con occhi da crotalo.

“..ma l’algoritmo Ubuntu è una leggenda. Guardate qua” il prof si alzò, posando il bicchiere col the.

Pochi passi, e prese una statuetta a metà tra un elefante e un polipo da una mensola piena di tomi rilegati in pelle.”Questo è Dagon, uno degli Antichi minori.Era detto il Palazzinaro: il suo culto si diffuse nel Pacifico meridionale circa 12.000 anni fa. Secondo la mitologia,  Dagon venne sulla Terra da Proxima Centauri alla ricerca di terreni edificabili meno costosi dopo la Grande Crisi degli Alloggi determinata dalla Supernova di Rosen. I suoi adepti costruirono decine di ecomostri in suo onore, osceni residence in fango e sterco di balena, su miriadi di isolette del pacifico, prima che gli abitanti di Mu, molto più civili e avanzati di loro, indignati distruggessero gli ecomostri e schiavizzassero gli adepti di Dagon. Diceria?Leggenda? Forse. Ma 15 anni fa intervistai io stesso un marinaio molucchese sopravvissuto a un naufragio 3000 km a ovest dell’Isola di Pasqua.Aveva trovato rifugio in una costruzione mai vista prima su un isolotto vulcanico: non uscì mai dalla catatonia anche dopo il suo ritrovamento, continuava a ripetere –Dagon, il polipo, onore al Palazzinaro- e una serie di numeri e lettere in continuo cambiamento..”.

Il corporativo tozzo lo guardava a bocca aperta, quello alto lo fissava come un boa con un leprotto.

“Perché in continuo cambiamento?” domandò il tozzo.

“Perché la serie indicava la posizione in cielo di Proxima Centauri. Ne seguiva la rotazione rispetto al centro della galassia.In tempo reale”.

Nel silenzio che seguì, sii udiva distintamente dalla finestra aperta il falciare ritmico del giardiniere che regolava la siepe di fuori.

In sottofondo, i rumori distanti del campus.Era la fine del semestre.

“Le rende bene la sua cattedra di Esoreligioni, professore?”

A parlare era stato il lungo, che lo fissava come un vigile svizzero fisserebbe un automobilista albanese.

“Ah già, i soldi…beh, lo studio delle religioni extraterrestri non è propriamente alla moda in quest’epoca storica..” Wisemen sorrise e con le mani fece un gesto a comprendere il piccolo studio invaso di mappe, libri e manufatti. “Probabilmente la segretaria dell’assistente del Rettore ha una scrivania più grande del mio ufficio-non lo so, sono 8 anni che vorrei invitarla a cena ma non sono mai entrato nel suo ufficio” poi, a voce più bassa “non so neanche dove stia, il suo ufficio..più facile che mi ricordi l’ubicazione della piramide collassata di Lufti..Ecco” esclamò poi, rianimandosi e facendo sobbalzare il tozzo sulla sedia – il lungo non sobbalzò,  lo fissava come un indiano fisserebbe il fidanzato pakistano della figlia “ECCO, LUFTI! Un altro esempio di balletto tra diceria e fatto!”.

Raggiunse un mobile basso, spostò incensi e miniature, ed estrasse una foto presa in una giungla.

La mostrò ai corporativi.

“La piramide collassata di Lufti, giungla birmana.Foto scattata da me 20 anni fa, in una spedizione finanziata dall’aeronautica durante il conflitto in Vietnam. Lufti ,detto il Fuoricorso, si rifugiò sulla Terra dopo l’ultima glaciazione per sfuggire all’ira del padre, che aveva appena scoperto che il figlio era 3 anni indietro con gli esami all’Università di Sirio, facoltà di architettura. La Terra gli piacque, pensò di sistemarvisi e fare la divinità: così costruì una piramide per iniziare i primitivi al proprio culto. Sfortunatamente” Wisemen prese un sorso di the” la piramide collassò 20 minuti dopo la posa dell’ultima pietra, massacrando Lufti e tutti i suoi adepti.Pare che non avesse mai superato l’esame di Costruzioni Sacre. Questa è la diceria”.

“E c’è un fatto?” chiese scettico il lungo.

“Il fatto”rispose Wisemen” è che Lufti è ancora sotto le macerie, assieme ai suoi seguaci.La base della piramide è costruita in un materiale sconosciuto che fa risonanza con il campo magnetico terrestre: li ha conservati alla perfezione”. La foto ritraeva una specie di cavallettone grigiastro con 2 teste e una squadra conficcata nel petto.

Quello alto sollevò sprezzante un sopracciglio e chiese”E come mai nessuno ne sa niente?Come mai le prove certe dell’esistenza di divinità aliene, prove di importanza assoluta con impatto enorme sulla storia, sulle filosofie, sui pensieri economici, giacciono dimenticate nei mari del sud o nella giungla birmana?”

“Se è per questo”rispose Wisemen”giacciono dimenticate un po’ ovunque, dal deserto del Nuovo Messico alle cime delle Ande.Il perché lo chieda ai vostri amici dell’aeronautica, che si sono portati via metà della base della piramide di Lufti. O magari può chiedere ai vostri soci in affari sovietici, visto che è anche a loro che fornite tecnologia militare…”

Il corporativo alto aveva immaginato con nitore assoluto i venti secondi successivi: vedendo il tutto a velocità cinque volte superiore al normale, si era visto levarsi dalla sedia, afferrare l’insolito tagliacarte sulla scrivania e aprire con esso la gola rugosa di quel pallone gonfiato, continuando poi a pugnalarlo nonostante gli schizzi esagerati di sangue che imbrattavano tutto quanto.

Aveva anche fatto il primo passo: si era alzato in piedi con sorprendente fluidità.

Il tozzo, conoscendolo, aveva  dovuto utilizzare tutta la sua gioviale diplomazia per impedire il verificarsi della scena nei minuti successivi, mentre il suo collega alto si risedeva sulla sedia come una murena su un fondale sabbioso.

Wisemen era tornato all’argomento della visita dei corporativi, apparentemente ignaro del pericolo:“E comunque perdete tempo a chiedermi di Ubuntu. Il Commercialista di Chtulhu, questo è il suo soprannome.Il commercialista degli dei…vi rendete conto della potenza di calcolo necessaria, per fare il commercialista delle divinità?I miracoli, i credenti, le apparizioni, gli esodi…E parliamo di un pantheon di proporzioni galattiche, migliaia di civiltà ciascuna con le sue deità.Le variabili di cui tener conto sono…infinite. Ad Ubuntu, secondo la leggenda, sarebbe associato un algoritmo che darebbe accesso a una capacità di elaborazione dati…ah” alzò le mani al cielo con una risatina incredula. “Posso immaginare che alla North Central Positronics vogliate tutti diventare adepti di Ubuntu”proseguì Wisemen con un sorriso“ma ci  sono solo dicerie in merito.Nessun fatto, nessuna prova. Ubuntu è una leggenda, questa è la realtà: ed essendo il loro commercialista un mito, gli dei evadevano il fisco, se volete una chiosa cinica”.

Con aria da giocatore di poker, il tozzo disse:

“Insomma professore, la NCP ha ragione di credere che l’algoritmo Ubuntu, sviluppato da Von Neumann…”

Wisemen trasalì. “Come sapete di Von Neumann?”

Il tozzo sorrise:”Un vecchio assistente di Von Neumann lasciò in eredità al figlio una serie di ricordi e appunti degli anni di Princeton. Il figlio notò il libretto nero in mezzo alle foto e alle carte inutili.

Conteneva i calcoli di Von Neumann, un accenno di sviluppo dell’algoritmo Ubuntu”.

Wisemen sembrava fissare un orizzonte lontanissimo.La sua voce era appena udibile”Si, ma come fate ad averlo voi quel quadernetto?”

Il corporativo alto lo fissava con occhi da rapace.

“Il figlio dell’assistente di Von Neumann”proseguì il tozzo “è un nostro dirigente”.

 

L’incontro nell’ufficio di Wisemen si era protratto dalle 14 circa.

Ora era pomeriggio inoltrato, le cesoie del giardiniere tacevano.

Wisemen abbassò le persiane alle finestre, creando una penombra striata dai raggi del sole.

Quando si risedette, parlava con un mormorio assorto.

“Johnny era un amico…no, sarei bugiardo a definirlo così. Ci frequentammo per un po’ quando mi chiese di Ubuntu: era ossessionato dalla potenza di calcolo, e l’industria informatica del tempo – parliamo di almeno 30 anni fa, erano i primi anni 50- avanzava con una lentezza che la sua mente trovava frustrante”.

“Si” lo interruppe il tozzo, mentre l’alto sembrava volergli svitare il cranio e lanciarlo come un frisbee”le nostre teste d’uovo sono rimaste spiazzate dall’intuito che emerge dei calcoli nel quadernetto”.

Wisemen sorrise con commiserazione:”Le vostre teste d’uovo Von Neumann se le sarebbe cucinate alla coque: lo sapete che ogni tanto faceva delle gare di calcolo con Feynmann e Fermi?

Stabilivano un obiettivo, Feynmann si metteva a trafficare con i suoi baracconi meccanici, Fermi scriveva rapidissimo sui suoi foglietti di carta, e Von Neumann fissava la parete e faceva i conti a mente!” Il tozzo lo guardava impressionato, l’alto lo fissava col fastidio che si riserva ai parassiti annidati nella spazzatura.

“Lei come lo conobbe?”Il tozzo lo esortò a proseguire.

Wisemen proseguì come se non avesse udito.

“Von Neumann fece dei calcoli fondamentali per la costruzione dell’atomica, e dopo, quando Oppenheimer se ne tirò fuori, fu un accanito sostenitore della ricerca per la bomba all’idrogeno, la Super” Fece per versarsi altro the, ma desistette.”Presenziò a diversi test di superficie. Sapevate che propugnava la nuclearizzazione preventiva dell'Urss?”.

Wisemen guardava fuori dalla finestra. C’era un ciliegio pieno di fiori.

Con un gesto che parve costargli gran fatica, distolse lo sguardo e tornò a guardare i corporativi.

“Conobbi Von Neumann nel  patio di una tenuta vicino a San Diego, durante un party nei primi anni 50. Bevevo martini gelato,da un grammofono usciva un vecchio pezzo di Glenn Miller. Era brillante, con la sua educata strafottenza e il forte accento europeo. Tutti lo fissavano ammirati, divertiti, ansiosi di piacergli. Io guardavo la sua ombra farsi sempre più lunga mentre il sole tramontava. Lui intratteneva un gruppetto di governativi, e io stavo lì a chiedermi quali altri soli avessero generato la sua ombra in quegli ultimi anni. Pensavo ad atolli polverizzati, a onde gigantesche, ad anelli di condensa sopra le nubi a fungo. Io lo guardavo, e mi chiedevo cosa sognasse di notte”.

Poi fu come se il prof Wisemen uscisse da una trance; proseguì rapido e secco:”Quando seppe che insegnavo esoreligioni, iniziammo un carteggio di un paio di mesi sul dio Ubuntu. Durò poco, ci rivedemmo a Princeton qualche mese dopo, poi non lo sentii più. Dopo pochi anni morì, di cancro”.

Il tozzo aspettò qualche istante, poi chiese”Le interessa vedere fino a che punto si sono evolute le ricerche su Ubuntu?”.

“Perché??” scattò Wisemen “A cosa vi servo io? Avete il suo quaderno, avete la sua matematica.

Cosa vi manca per arrivare all’algoritmo? Soprattutto cosa vi manca che può darvi un professore di esoreligioni prossimo alla pensione?”

I due corporativi si scambiarono un’occhiata.

Il tozzo riprese:”C’è un aspetto, nell’algoritmo, che non riguarda la matematica”.

Wisemen lo fissava sofferente.

“Riguarda il cannibalismo” concluse il tozzo.

Wisemen chiuse gli occhi nell’immobilità assoluta.

I corporativi si alzarono.

Il lungo aveva quasi guadagnato l’uscita, mentre il tozzo lasciava sulla scrivania di Wisemen un biglietto da visita e una busta con il logo della United Airlines.

“Nel caso il suo sia un si, professore, il suo volo per Washington parte domattina alle 9”.

“Grazie per il the” aggiunse mentre raggiungeva il collega fuori dallo studio, lasciando l’anziano professore in un silenzio carico di angoscia.

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martedì, 15 luglio 2008

Alemanno alle sfilate di Roma ha dichiarato che bisogna che la gente cominci ad accettare il fatto che la moda non rappresenta un mondo effimero, che si tratta di una fetta di produzione importantissima per l'Italia e che, anzi, il pret à porter deve diventare un mercato alla portata di tutti.

sopratutto direi degli operatori sociali che di sicuro non possono superare sereni l'estate senza le nuove plissettature dai colori melanzana.

come dargli contro.

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martedì, 15 luglio 2008

J: i pantaloni sembrano davvero un pigiama

Z: eh d'altronde se vuoi vivere i tuoi sogni...stavo pensando che al mercato di Besana ci sono si dei panta fichi fichi, son tipo punk stretti a quadri sovrapposti viola con contorni neri tipo scozzese, cazzo ne so. però te non ti ci vedo nei quadri, però son cinesi...

J: eeeee questi invece....Prada

Z: PRADA? prendi PRADA?

J: ma Zaraaaaaaaaaaaa 10 euri al mercato

Z: ma Jeeeee che ne so io che al mercato non ci sono le cose contraffatte di Prada! tanto sempre i cinesi li fanno

Z: no Je però non fai affari, 10 euri per un paio di pantaloni stropicciati! manco li avesse ciancicati Betty Page strusciandosi la passera.

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lunedì, 14 luglio 2008

Le merendineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più!

I pomeriggi di Maggio!

Mamma!

Mia madre non tornerà più!

Il brodo di pollo quand'ero malato, gli ultimi giorni prima delle vacanze... 

mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

(nanni old style)

 

nostalgia, dal greco, algia dolore fisico nostos ritorno

il ritorno del dolore. il dolore che ritorna.

talmente dolore che è fisico.

 

io so tutti i versetti dei personaggi di puzzle bubble a memoria

io no, non posso tenere il volume io

ah. e come mai quando giochi a puzzle bubble non puoi tenere il volume?

eh. perchè sono a lavoro.

ah.

 

subcomandantefranzferdinand

la rivoluzione è permanente.

si. anche uomini che rubano diamanti per me lo sono.

 

la Pepe entra il casa e quasi con il sospiro improvviso dello spavento dice:

zia ma TU hai dei peluches!

e poi proprio due cani hai!

ehhhhhh

zia hai la vascacuoreeeeeee tu

 

Andiamo a lavarci i piedi Pepe.

mhhhhmhh. NO!

dai che sembriamo la tribù dei piedi neri.

NO no, non mi va.

ok. allora me li lavo solo io.

ok. questa si che è LIBERTA'.

Dovrei crearmi occasioni per assaporarla più spesso.

dal bagno:

ho un bagnoschiumafragola

non è vero

si che è vero

fammi annusare

oddddddio è vero.

ok. li voglio lavare anche io.

ma tu hai anche la cremafragola?

si

non è vero

si che è vero. ma quella te la metto domani mattina.

ok. questo per me potrebbe essere troppo tutto insieme.

nanna

nanna

 

(ndr ecco il subentro del momento scorpione nel suo massimo splendore insieme a quando "giochiamo che io sono morta o in coma e tu piangi")

 

zia

eh

ma il tetto della tua casa forse ci può cadere in testa

no Pepe la zia è architetto e ha studiato tutto apposta perchè questo non succeda

ah

zia

eh

ma forse potrebbero salire dei lupi

no Pepe, sai quel coniglio all'ingresso?

si

ecco, lui non sta sempre li dentro, ma vola sopra la casa in tondo di notte e controlla che non ci siano lupi

e in caso arrivino li manda via.

ah, è vero. l'ho visto il coniglio

 

zia

eh

sei bellissima

lo dico sempre anche a mia mamma che è bellissima ma devo dire che anche tu sei bellissima.

 

notte

notte

 

Pepe a quattro anni (quindi l'anno scorso):

 

dove vai in vacanza Pepe?

in Grecia

ah bello. e cosa pensi di fare in Grecia?

Ovvio. Penso di farmi sposare da Ulisse.

 

credo che le Femmine abbiano un demone dentro.

bellissimo e oscuro.

inafferrabile sotto ogni punto di vista.

Medea collage.

 

 

per i giorni a venire conto di darmi come obiettivo di imparare a cucinare l'acquacotta.

 

come dice Franco Califano

...tutto il resto è noia.

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mercoledì, 09 luglio 2008

AUGURI AMORE MIO

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mercoledì, 09 luglio 2008

stanotte ho sognato che partecipavo ad un "Seminario sulla Fiducia nel Prossimo"fffreggene

ed io facevo l'esercizio pratico con Michele di un posto al sole

il quale mi dondolava su una specie di amaca tra i banchi

e io pensavo tutto il tempo

aggrappandomi a superfici inesistenti:

ecco. vedi.

non riesco a perdere mai il controllo davvero.

è troppo tempo che non mi ubriaco come si deve.

la parte bella era quando sniffavo un olio

della bramble and moor dal nome "christmas spring"

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martedì, 08 luglio 2008

E’ questa l'ora in cui mi riposseggo.
Ondeggiano nel vento oscuri i prati,
brillano i fusti a tutte le betulle,
cala sovr'esse la pallida sera.

E, nel silenzio, mi sento fiorire.
Effondermi vorrei per mille rami;
inserirmi, così, nel ritmo eterno
dell'armonia universa.

Rainer Maria Rilke

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lunedì, 07 luglio 2008

mangio degli avanzi thai che ho cucinato per la mia sister bellissima meravigliosa e un pò stupidina sabato. mi si sta stuprando la bocca. nel frattempo rifletto sulle settimane passata e presente per recuperare.

settimana passata: mh. settimana dei biglietti aerei. sei rush e auguriportafortuna. dei casinò. delle morose dei miei examorosi che non son mica tanto amorose loro. settimana delle orde barbare delle zanzare. settimana del compleanno del matematico e del mojito.

settimana presente: settimana del il dott paul wisemen della john hopkins univeristy di chicago aveva dedicato la sua vita allo studio degli zimbra, una delle ultime tribù di antropofagi della nuova guinea.
il loro sistema di comunicazione scritta, un complesso miscuglio di ideogrammi e umori corporei delle loro vittime in grado di assumere infinite sfumature,e quindi di esprimere + di qualunque lingua conosciuta le molteplici sfiumature dell'anima, lo aveva appassionato sin dai tempi del college; quando 2 teste d'uovo della silicon valley in cerca di un modello per un rivoluzionario sitema informatico lo avevano contattato per farsi accompagnare nella nuova guinea alla ricerca degli zimbra, al dott. wisemen parve che tutta una vita di studi amorevoli fosse stata da lui vissuta col solo scopo di prepararlo al prossimo, intenso mese.
a 55 anni, in piena andropausa, si preparava a salire sul palcoscenico dopo 30 anni di prove.(ieri mi è venuto in mente che esiste un sistema informativo sostitutivo di windows che si chiama UBUNTU.) ubuntu è il dio degli zimbra. a lui offrono sacrifici umani, per placarne l'irosità ( elevatissima, è detto infatti "il permaloso"). va da se che durante il viaggio in nuova guinea il dott wisemen conosce A.F. antropologa bisessuale che lo seduce. (ndr testo di Paolo S.)

settimana che La Cantante più glam dell'universo agghindata come una ballerina acquatica dalle scarpe di vernice rosa e Il Criminale più romantico (ho detto romantico mio dio l'ho detto mio dio) si incontrano tipo di giovedì sera a metà strada tra una rapina e un party per dirsi delle robe guardandosi in faccia. tipo lei tira uno schiaffo a lui, piange tre lacrime color smeraldo che le colano sull' abito e dice: crepa. lui apre una scatola di velluto celeste di Tiffany tira fuori una collana di diamanti grossi come sassi di cocaina colombiana e dice: baciami Baby. anzi Baby fatti scopare ovunque. anche qua. su un letto di petali pailettes e batuffoli di cotone oppure là, nel cesso del primo treno per Nettuno.

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venerdì, 04 luglio 2008

minchia che fottutissima tachicardia che c'ho oggi.

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venerdì, 04 luglio 2008

ROYALE ROCKERS

"la vita non ha senso senza palpate"

Luke&So

(porca troia ho cancellato per errore tutte le foto che ho fatto)

"Riempi i tuoi polmoni di pensieri buoni
Comincia da te stesso e poi rivoluzioni
Fai tuo lo spazio vuoto dove puoi arrivare
E illumina la notte di energia stellare"

ma io vi amo follemente che proprio mi sbatte il cuore

 

 

 

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giovedì, 03 luglio 2008

è pazzesco ma non mi passa. nemmeno un secondo da un pò di giorni. penso che ci sono robe che mi seducono senza che nemmeno io capisca quale crimine ci stia dietro. oggi ripenso a quando avevo otto anni e entravo nella camera che era stata quella di mia madre. e lucidavo per ore i pomelli bianchi del letto con i lembi della mia gonna. la sollevavo. mi ci appoggiavo e a volte anche lo leccavo il legno lucido e bianco. volevo sentire l'effetto liscio in bocca e la saliva. poi mi sedevo per terra tra la libreria e il muro e pensavo per ore. sentivo le cose che a volte sento ora. uguali. avevo una cassetta trovata nel dixan arancione coi successi di sanremo. io non sapevo nè cos'era il dixan nè sanremo, non avevo la televisione a casa mia e i detersivi erano rigorosamente biologici. mettevvo sta canzone terribile a ripensarci ora ma che mi rimescolava dentro. prendevo il cuscino e ci limonavo per ore. mi sfioravo contro tutto quello che trovavo. e le mie guance si infiammavano. guardavo i libri anni sessanta di mia mamma e mia zia con disegni di ragazze che si chiamavano tipo Ines, Gina, e robe così. spegnevo e accendevo la luce. mi rigiravo nelle lenzuola. ho pensato di tutto nella mia vita. allora ero molto più perversa di adesso. a otto anni si è nel pieno del sesso. anche a 31 a dire il vero.

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