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HOLD ON
il capolavoro è di Adriano De Vincentiis, che ringrazio per l'infinita pazienza con cui mi sta aiutando a combattere the system. che mi ha mostrato dei doni. e che è ufficialmente entrato nella categoria amici maghi del mio personale zoo. QUESTI SONO GLI OCCHI CHE TI HANNO FATTO Al Fatebenefratelli le infermiere sono gentili.
Anche nel reparto qui dei matti. Giulia è arrivata non si sa bene come e portata da chi. Forse portata da uno dei demoni amici suoi. Ha quarantanni ma sembra piccolina ed è magra come smangiucchiata ai lati. Sembra una fetta di formaggio coi buchi messa per il lungo. Ha l'aria di chi ne sa ma ha dimenticato. Mi si avvicina piano col passo lento del tavor sublinguale e mi dice guardando un pò a terra ed un pò dritta negli occhi: - posso farti una domanda? - - certo dimmi - risistemo la posizione del mio corpo sul materasso perchè mi sento un pò a disagio, stiro le gambe ostentando esperienza - ma secondo te quanti siamo in questa stanza? - - siamo io e te, Giulia - - ah, tu davvero non lo vedi quel signore lì dietro? - - no Giulia - - e nemmno questo qui avanti a me? - - no Giulia, ti assicuro che siamo io e te e basta - - mh - gli occhi si strizzano in una fessura piccola dove si intravedono pianeti a soqquadro e vetri rotti, si morde un'unghia come un topolino in trappola e riporta nuovamente lo sguardo sul mio contorno, apre la bocca la richiude e la riapre ancora: - senti ma posso farti ancora una domanda? - - certo Giulia, dimmi - - anzi no le domande sono tre - - ok - - la prima è: ma qua le fanno le patate al forno? - - si le fanno - - ah. bene. la seconda domanda è: ma posso richiederle più volte? - - mh...credo di si - - la terza domanda è: quando le servono le patate al forno? - sulla terza domanda incompiuta entra l'infermiera rossa di capelli che sembra un' irlandese vergine e chiede a Giulia se si sia ricordata il nome di qualche suo parente, lei non risponde, abbassa le palpebre fissandosi sui sassolini irregolari delle piastrelle lucide e il cestino dell'immondizia. - mh.no. ma ho una sorella io - l'infermiera dolce si china verso di lei e quasi eccessivamente esaltata le chiede il numero di telefono Giulia si sta cominciando ad agitare e lecca le labbra screpolate mordendosi una pellicina. - non lo ricordo - La rossa esce dalla stanza con l'aria più triste di quanto dovrebbe per essere una veterana del reparto di psichiatria, torna dopo una decina di minuti con dei vestiti lavati e piegati in mano, sento un odore di amido e saponetta alla viola, forse me lo sto sognando questo profumo - Giulia, guarda cosa ti ho portato - e appoggia una maglietta azzurro cielo sul letto - cambiati, dai hai gli stessi vestiti da una settimana - - mi dispiace tanto ma io non posso indossare cose colorate - la voce è cantilenante e piana allora l'altra esce dalla camera e torna subito con in mano una canottierina bianca ed il sorriso soddisfatto di chi ha trovato la soluzione della settimana enigmistica - eccoti una maglia bianca - Giulia per un momento ha un fremito nelle ginocchia il piede le scatta brusco in avanti - mi dispiace tanto ma io non posso indossare cose usate - Irene, il nome dell'infermiera, abbassa un pò le spalle in un rassegnato disappunto e infilandosi meglio gli zoccoli esce nuovamente facendo ritorno pochissimo dopo con una magliettina ripiegata dentro a un cellophan, evidentemente un regalo di qualcuno ad un parente probabilmente poi morto e per tanto mai aperta - Ecco Giulia!guarda che meraviglia! nuova di pacca! - Giulia alza gli occhi a rallentatore e io mi sento come di fronte a quelle scene dei documentari sulla natura dove si vedono i fiori sbocciare e aprirsi come carta crespa bagnata, assurdamente prende anche a me la speranza che finalmente la maglietta sia quella giusta, che quella sia la strada giusta per me, per Giulia, per Lorenzo per tutti quanti, che l'infermiera irlandese abbia finalmente raggiunto il traguardo della sua giornata e chissà che non siano contenti anche i parenti del morto che avevano comprato la maglietta e che qualche d'uno finalmente la indossi e gli tenga caldo o fresco a seconda restituendo a tutti noi un senso delle cose, della vita, della paura. Giulia accenna a un sorriso tenue e si allunga ad afferrarla ma vedo le mani arrestarsi in un lampo di buio e come lanciandole dagli scogli di qualche impervia isola le sue dita affondano nel bordino del tessuto e lei indica colpevole la leggera impuntatura sul colletto, solleva il mento delusa e con l'aria di chi sta soffrendo il mal di mare dice con la voce morbida ed incantata simile ad un'onda del mare - mi dispiace tanto ma io non posso indossare cose con le righe - si gira come richiamata da qualcuno di inesisente seduto sulla poltrona di ciniglia viola davanti al letto e dice allo spazio vuoto: - si, arrivo - ![]() la foto è di Giuseppe Fantuzzi
ZARINA DEL MIO CUOREZARA: abbiamo una new entry nel libretto universitario. ecco che si fa spazio il voto più ciccione.
"ehy chi cazzo è questo forestiero" dicono in coro gli altri voti: e' un TRENTA
MIAPERFIDIA: ma vieniiii
ZARA: vengo si
sei andata a letto coi peli in testa bagnati?
MIAPERFIDIA: perchè?
ZARA: perchè non eri stirata
MIAPERFIDIA: figa eri davvero agitata sono liscissima
ZARA: cosa?!?!?!?! oh Cristo non è vero, non mi pigliare per il culo, beh comunque cerca di incontrarmi ogni mattina prima degli esami
MIAPERFIDIA: giuro bebi
ZARA: allora sono allucinata. E' questo che mi stai dicendo
MIAPERFIDIA: ma no eri confusa
ZARA: ti spiego la dinamica sulla scala. Il treno pieno di brutture, ho visto sta canotta marrone (dimmi che era marrone) e son corsa giù scavalcando gli altri per vedere se appartenesse ad una figa. ed eri tu
e la cosa è brutta perchè:
1) non avrei mai pensato di non riconoscerti di spalle
2) perchè una spera in una variabilità più ampia di figa
MIAPERFIDIA: si era marrone. non sapevo avessi la passione per le canotte marroni
ZARA: dipende da chi le indossa. la mia compagna di 86 kg sembrerebbe una melanzana andata a male, io una castagna acerba, tu uno di quei salatini lunghi
MIAPERFIDIA: i complimenti come me li fai tu nessuno al mondo
la foto è di Zara la quale fa parte della mia vita da quando lei aveva sei anni e io quindici. poi ci siam scambiate i ruoli, qualche volta sono stata io ad avere sei anni e lei quindici. possiamo dire di avere visto insieme le Supremes bevendo birra e mangiando spiedini dal tetto del Mondo, di avere attraversato la notte più nera che abbia mai visto spalmandoci di crema al timo ogni quaranta passi. possiamo dire di avere fatto un pò di robe assieme tanto da far si che a lei sia riservato un pezzo intero ed esclusivo del mio cuore. quello più fucsia e insieme più ruvido. CICCIOLIFAT MOE – Noodles, cos’hai fatto in tutti questi anni? NOODLES – Sono andato a letto presto C'era una volta in America - Sergio Leone
la foto è di Poul Madsen e di suo consiglio questo con tutto il cuore The high tideLentamente muore chi non capovolge il tavolo. Martha Medeiros oggi così. come un Baccarat, al buio. la foto è di Alejandro Chaskielberg DIENTESho capito che sono diventata un pò grande dal fatto che ho smesso di desiderare in maniera ossessiva, quando devo recarmi dal dentista, che lui mi dica finalmente con un gran sorriso ammiccante: ebbene si Jessica, devi mettere l'apparecchio. (ma gli occhiali continuo a sognare di abbisognarli) la foto è di Alex Masi HARRY POTTER E IL MORALISMO DEI CATTIVI - RELOADEDBisogna essere cauti nell'esprimere desideri perché potrebbero avverarsi Joanne Kathleen Rowling oggi esce al cinema Harry Potter e il principe mezzosangue e io sono molto felice.Per tutti quelli che credono che i libri di Joanne Kathleen Rowling siano roba da bambini e un fenomeno commerciale invito a leggerli, tutti e sette. Ho voglia di riproporre una lettera meravigliosa scritta con Valeria anni fa, in merito a questo che in realtà è ancora un problema attualissimo, un pò come il Medio Evo. Che a me questa lettera ogni volta che la leggo mi ribalta il cuore e ci piango un pò sopra. E' una lettera che parla ai bambini che siete stati. e che continuate ad essere. molto più di quanto crediate.
io sono indignata per le parole che lei scrive. Io non posso credere che non abbia visto quanto e come il nostro Harry Potter sia simile a tutti i bambini in difficoltà, uomini e donne, emarginati perché diversi, accusati perché soli, abbandonati perché anche questo fa parte della vita. Si nasce in Italia, in America in Africa e in India. Si nasce in famiglie violente e famiglie perbene. Si nasce sani e si nasce ammalati. Però tutti hanno il diritto, è questo che Dio insegna, di sopravvivere, di riuscire ad amare e soprattutto di essere amati. Gli zii di Harry Potter sono il prete che minaccia la perdizione, sono i genitori che vietano ai figli di vedere amici e conoscere realtà diverse dalla loro, sono il sopruso di chi ha il vantaggio di essere più simile alla maggioranza. Lo sa che Gesù era solo accusato e perseguitato? Lo sa che noi comuni mortali non abbiamo nessun potere se non la fantasia? Lo sa che Elie Wiesel, ha fatto della mente la sua salvezza? Lo sa che la gioia della vita, la sofferenza e il dolore e “il lato oscuro” delle cose esistono davvero? Lei non ha mai avuto paura? Immagini allora un bambino, una bambina che senza nessuna colpa si trova ad essere solo, incompreso, affamato, deriso e cacciato. Chi non si è mai sentito così? Quale altra virtù, se non la modestia è preziosa per iniziare il cammino di crescita e stima di se stessi? Modestia di accettare che la realtà non sempre è buona e semplice. Onestà di accettare la propria diversità. Impegno, dedizione, perseveranza e intelligenza per affrontare e risolvere i problemi e le difficoltà. Ignorare la complessità della natura, della vita e dell’essere umano non aiuta ad amare la vita. Io credo che accettare le contraddizioni della natura umana sia l’impegno più arduo assegnatoci. Maria Teresa di Calcutta ha vissuto nella parte del mondo che più si avvicina all’inferno, non ha visto né streghe né maghi, ha visto molto peggio, il capolavoro letterario dell’umanità è l’Inferno di un tal Dante Alighieri, certo lei invece, conosce l’arte di far intendere, scrivendo, il giudizio su una persona - giudizio? È corretto giudicare? I bambini e gli adulti italiani, inglesi, francesi spagnoli hanno meno fantasia e forza d’animo, dunque hanno bisogno di LEGGERE libri che li aiutino ad avvicinarsi e ad accettare che in un mondo di merda, c’è sempre modo di trovare due amici e qualche adulto capace di dare veri consigli. Non ho pretesa di essere compresa da lei. Ho la fortuna di avere accanto nella vita bambine e bambini, persone ora adulte, che non sono mai stati compresi. questo è un Patronus, ne avete tutti uno, solo che l'avete dimenticato DICTAT DI FEDELa domanda è seria. Ma è una scelta obbligata quella della Panda come auto ufficiale delle suore? il Capolavoro è di Milo Manara ESTATE DUEZEROZERONOVE BENVENUTI AL BILLIONAIRE BEACHVivere senza leggere è pericoloso: ci si deve accontentare della vita. Michel Houellebecq - Estensione del dominio e della lotta Ho letto con piacere un'intervista a Flavio Briatore dove, per l'inaugurazione della stagione duemilanove del Billionaire Beach, si rivolgeva amichevolmente al premier Silvio Berlusconi e più in generale allo star system abituè de la Isla rispetto alla tassa sul lusso.
Faccio un breve riepilogo: questa tassa era stata introdotta tre anni fa dall' ex governatore della regione Sardegna Renato Soru e prevedeva che yacht (per la precisione imbarcazioni che superavano i 14 metri) e jet privati avrebbero dovuto versare una ridicola imposta di 1000 euro annuali sino a un massimo di 15 mila euro per le navi oltre i 60 metri - si ho detto oltre i 60 metri - o ben 150 euro a scalo per gli aerei privati mentre mille per i jet con oltre 12 passeggeri.
Ecco francamente mi pare una cosa imbarazzantemente ragionevole.
Anzi non è ragionevole manco per il cazzo perchè non ci dovrebbero proprio stare tutti quei barconi da tamarri in un mare così bello i soldi non servono a comprarsi il diritto di sfracicare le palle alla Natura ma tant'è, è proprio quel che si dice il minimo sindacale, mi verrebbe da dire è una spocchiosa carità.
Ecco il grandissimo Ugo Cappellacci ha pensato bene di abolire questa ovvietà desolante con somma ammirazione del caro Briatore il quale ha dichiarato che questa tassa era "decisamente dequalificante per gli amanti della Sardegna e che insomma Silvio avrebbe compreso e condiviso questa osservazione essendone uno dei massimi esponenti e testimonial".
Nell'intervista seguiva uno sproloquio su come quella giunonica donnona della moglie fosse indispensabile al contributo creativo del locale.
In effetti ho cercato di immaginarli come una specie di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir ma, seppure con tutta la fantasia di cui sono stata dotata alla nascita, proprio non ce l'ho fatta e allora ho pensato che a dicembre chiederò a Babbo Natale di introdurmi come Billionairina infiltrata segreta per un giorno e poter così ultimare la mia catarsi in modo degno osservando con gli occhi della pietà questo cazzo di locale di merda dove si ha il coraggio di pensare ma sopratutto di dire che le tasse sono una questione di galateo, inciviltà e bon-ton.
la foto è di Paola Arpone |